Crederci serve: approvato, nella finanziaria della Sicilia, un sostegno agli affitti

A volte riesce…

Questa volta è riuscito, e recita così:

“Al fine di agevolare l’accesso alle abitazioni in locazione sul mercato privato attraverso la riduzione del canone, per l’esercizio finanziario 2026 è previsto un contributo annuo di euro 3.000 ai nuclei familiari composti da almeno 3 unità, con un ISEE non superiore a euro 10.000, basato sui redditi 2024.

…”

Lo diciamo da tempo: nel paese la povertà abitativa è sempre più diffusa e mancano strumenti e politiche adeguate a dare risposte strutturate ai bisogni di tante famiglie.

Lo diciamo anche alla luce delle scelte operate negli ultimi anni, con la sterilizzazione dei capitoli di spesa dedicati alle misure di sostegno all’inquilinato.

E il Sicet lo dice anche in Sicilia, dove la povertà (materiale, assoluta e anche abitativa) è sempre più presente e dove il bisogno di un sostegno alle spese dell’abitare è facilmente misurabile guardando alle graduatorie dei bandi sostegno affitto del 2021 e 2022, che per la Sicilia hanno compreso, in ciascuna edizione, più di 17.000 famiglie.

Ecco perché, in previsione della predisposizione della “finanziaria” della Regione Siciliana, già da marzo 2024 abbiamo sollecitato l’adozione di interventi concreti di sostegno alla parte più fragile ed esposta della nostra società.

Sollecitazione raccolta allora dall’On.le Mario Giambona, primo firmatario di quella che da proposta del Sicet è diventata una mozione e una interpellanza del Gruppo Consiliare del PD all’ARS e che oggi si è trasformata in legge:

presentata come emendamento al disegno di legge n. 1030/A (“Legge di stabilità per il triennio 2026-2028” della Regione siciliana), la proposta è stata infatti approvata nella seduta serale, sabato 20 dicembre 2025.

A volte riesce…

L’intervento è rivolto ai cittadini italiani o di stato aderente all’Unione Europea o titolari di permesso di soggiorno CE per soggiorni di lungo periodo, in assenza di titolarità di diritti di proprietà e usufrutto e prevede, appunto, l’erogazione di un contributo di 3.000 euro a nucleo familiare con almeno 3 componenti.

Occorre essere residenti nell’isola da almeno due anni e in possesso di regolare contratto di locazione per uso abitativo relativo a un immobile adibito ad abitazione principale corrispondente alla residenza anagrafica del richiedente.

È inoltre previsto un incremento annuo di euro 200 per ogni ulteriore figlio.

La legge prevede una spesa, per l’esercizio finanziario 2026, pari a 5 milioni di euro, e che l’erogazione del contributo avverrà attraverso i Servizi Sociali dei Comuni della Regione.

Questa volta è riuscito, ma non basta.

Sappiamo benissimo che interventi come questo sono fondamentali per contenere l’emergenza abitativa ma che servirebbe ben altro per affrontare i problemi in forma strutturale.

Per questo si deve continuare a ricercare e realizzare soluzioni incardinate in un contesto organico, di politiche coordinate per un approccio strategico al welfare abitativo.

E il Sicet continua a farlo.